U.mani

Clara è una bambina come le altre: prima di andare a scuola, sottrae dalla credenza un paio di caramelle al limone (ovviamente di nascosto); mentre la maestra spiega, disegna animaletti sul libro di scienze (sempre con qualche zampa di troppo); quando gioca in giardino, la sua fantasia si invola in avventure pindariche che la conducono in luoghi lontani e sconosciuti (e che spesso richiedono più coraggio di quanto sia provvista, procurandole gli incubi).

Come tutti i bambini, anche Clara fatica a comprendere il mondo che la circonda. L’universo dei suoi genitori, della nonna, dei maestri a scuola e di tutti gli adulti sia simpatici che antipatici (il dentista rientra indubbiamente tra questi ultimi) le appare imperscrutabile e allo stesso tempo incapace di capirla. Insomma, un mondo a misura di adulti che hanno dimenticato cosa voglia dire essere bambini.

Un giorno, mentre guarda il suo programma preferito, la televisione emette improvvisamente un fischio ascendente, come quello dei fuochi d’artificio a Ferragosto; segue un breve crepitio, simile al rumore delle stelline che il papà le lascia tenere a Capodanno, rigorosamente sul balcone. Lo schermo è attraversato da un lampo di luce, trasmette un rumore grigio, tutti i colori dell’arcobaleno, per poi spegnersi. E senza rimedio.

Arrabbiata e sconsolata, Clara è costretta a osservare il mondo intorno a lei. Per la prima volta dopo tanto tempo, si mette a studiare il panorama dalla finestra della sua cameretta, quando un gabbiano parlante, senza alcun preavviso, chiederà l’amicizia e il prezioso aiuto di una piccola aiutante. Ed è così che la vera avventura, quella che aveva sempre sognato, avrà inizio. Con una missione di vitale importanza: salvare la Luna e restituirle il sorriso. Un viaggio vertiginoso che la porterà negli oceani più profondi, nei deserti più aridi e nelle caverne più buie, fino a scoprire che con la semplice forza della sua immaginazione può cambiare tutto e concepire un mondo nuovo.




Crediti

da un’idea di Annarita Colucci

regia Roberto Andolfi

con: Annarita Colucci, Dario Carbone, Valeria D’Angelo, Anton De Guglielmo, Michele Galella

organizzazione e comunicazione: Cecilia Carponi

prodotto da Illoco teatro

realizzato con il contributo del MiC-FUS 2021

con il sostegno di Teatro Biblioteca Quarticciolo


Vincitore del XXIV Premio Nazionale Pina e Benedetto Ravasio

Menzione Speciale In Viva Voce 2020


Uno spettacolo che unisce la manipolazione di oggetti in miniatura alle nuove tecnologie digitali.

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